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Farmacologia degli anestetici locali - 12/10/10

[36-320-A-10]  - Doi : 10.1016/S1283-0771(10)58263-X 
H. Beloeil , J.-X. Mazoit
Département d'anesthésie, Hôpital Bicêtre, 78, rue du Général Leclerc, 94275 Le Kremlin-Bicêtre cedex, France 
Laboratoire d'anesthésie UPRES EA3540, Faculté de médecine Paris-Sud, France 

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Résumé

Gli anestetici locali (AL) sono agenti che bloccano in modo reversibile la conduzione nervosa. Sono aminoamidi o aminoesteri. In termini di farmacocinetica sono basi deboli che si legano ai componenti del sangue: emazie e proteine sieriche. Le concentrazioni di AL sono particolarmente elevate nel sito d'azione poiché sono somministrati localmente. La durata d'azione degli AL dipende dalla velocità del loro riassorbimento sistemico. Gli esteri sono idrolizzati nel siero e le emazie da esterasi non specifiche. Dopo il loro passaggio nella corrente sanguigna gli AL amidi sono eliminati dal fegato attraverso il sistema del citocromo P450. Gli AL sono utilizzati per la loro capacità di bloccare la trasmissione dell'influsso nervoso lungo la membrana lipidica assonale. Essi agiscono ostruendo il poro centrale del canale del sodio, al quale accedono attraverso il versate citoplasmatico. La loro azione non è limitata ai soli canali del sodio: gli AL hanno un effetto sui canali del potassio e del calcio. Gli AL hanno inoltre proprietà antinfiammatorie intrinseche e possono modulare la risposta infiammatoria. Inoltre, un blocco nervoso permette di attenuare lo sviluppo della sensibilizzazione del sistema nervoso secondaria a un'aggressione tissutale (come un intervento chirurgico) e responsabile dei fenomeni di iperalgesia, riducendo così anche la morbilità postoperatoria e accelerando la riabilitazione. Gli AL hanno un effetto su una grande varietà di processi cellulari tra cui, in particolare, le prostaglandine implicate nell'infiammazione, le mitogen-activated protein kinase (MAPK) che svolgono un ruolo fondamentale nella trasduzione del segnale dalla superficie della cellula fino al nucleo e nel mantenimento del segnale dopo l'infiammazione, i recettori associati alle proteine G che intervengono nella comunicazione intra- e intercellulare e i recettori N-metil-D-aspartato (NMDA) fattore chiave dello sviluppo dell'iperalgesia perioperatoria. Gli AL alterano anche il metabolismo energetico, il che potrebbe spiegare la loro miotossicità. In termini di tossicità, la maggior parte degli anestetici è innanzitutto tossica a livello del sistema nervoso centrale e poi, a una concentrazione più alta, diventa cardiotossica. Gli AL riducono la conduzione intraventricolare e prolungano il periodo refrattario. Essi hanno, inoltre, una tossicità propria per la fibra nervosa che può provocare disturbi neurologici transitori. Gli enantiomeri S, come la ropivacaina e la levobupivacaina, benché non mettano al riparo da accidenti cardiaci, sembrano permettere una rianimazione molto più efficace. Questa rianimazione è stata recentemente rivoluzionata dalle pubblicazioni che mostrano l'interesse della perfusione di un'emulsione lipidica fin dalla comparsa di segni cardiaci o nervosi di tossicità. È oggi formalmente raccomandato di disporre di flaconi di emulsione intralipidica nella struttura in cui si pratica un'anestesia locoregionale.

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Parole chiave : Anestetici locali, Intralipide, Canale del sodio, Trasporto assonale, Bupivacaina, Ropivacaina, Levobupivacaina


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