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Gestione del paziente politraumatizzato

[01-01-140]  - Doi : 10.1016/S2211-0801(05)70064-9 

F. Walcher, B. Maier, I. Marzi

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Riassunto

La gestione globale del paziente politraumatizzato deve essere adattata al tipo di lesioni presenti nel soggetto e alle condizioni generali durante la terapia intensiva. Sul luogo in cui è avvenuto il trauma, i primi passi per salvare il paziente sono rappresentati dalle manovre rianimatorie e dal trasporto rapido e sicuro in un centro traumatologico. Il trattamento operatorio del paziente politraumatizzato può essere suddiviso in tre fasi. La prima fase è rappresentata dagli interventi urgenti e vitali, come il controllo delle emorragie massive intraddominali o toraciche e la decompressione cerebrale. La seconda fase, urgente, denominata anche day one surgery, comprende le procedure operatorie che consentono al paziente di essere ammesso in terapia intensiva e sono deputate a prevenire le gravi invalidità secondarie. Per attenuare la risposta infiammatoria sistemica nelle fasi precoci della terapia intensiva e ridurre così il rischio di insufficienza multipla d'organo (MOF, Multiple Organ Failure), è necessario procedere alla stabilizzazione delle fratture e al debridement delle lesioni dei tessuti molli, o alla stabilizzazione delle fratture esposte. Entro circa una settimana dal trauma si effettuano le procedure di second look per stabilizzare la riparazione dei tessuti molli e ottimizzare il controllo delle infezioni. Dopo che le condizioni generali del paziente si sono stabilizzate, le rimanenti procedure ricostruttive vengono effettuate nella terza fase del trattamento operatorio.


Parole chiave : paziente politraumatizzato, politrauma, stabilizzazione delle fratture



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