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Contusioni addominali gravi: strategia diagnostica e terapeutica

[36-725-C-10]
Laurent Muller : Praticien hospitalier
Jean-François Bénézet : Praticien hospitalier
Jean-Emmanuel de La Coussaye : Professeur des Universités
Francis Navarro : Professeur des Universités, praticien hospitalier, chef de service
Département chirurgie digestive, hôpital Caremeau, rue Dr Debré, 30029  Nîmes cedex 9 France
Jean-Jacques Eledjam : Professeur des Universités, praticien hospitalier, chef de service
Département anesthésie-réanimation B, hôpital St Eloi, 80, avenue Augustin Fliche, 34295  Montpellier cedex 5 France
Fédération anesthésie-urgences-douleur-réanimation, centre hospitalier universitaire de Nîmes, 5, rue Hoche, 30029 Nîmes cedex 04 France

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Riassunto

Una contusione addominale grave è un trauma chiuso dell'addome in grado di influenzare la prognosi quoad vitam. In Francia, le contusioni rappresentano più dell'80% dei traumi addominali. La mortalità raggiunge il 30%, il più delle volte in seguito a emorragia. Le cause più frequenti sono gli incidenti stradali e più di rado, le cadute e gli incidenti sportivi. Il carattere violento del trauma, soprattutto quando la velocità di impatto è elevata, deve evocare la diagnosi, in particolar modo quando l'esame obiettivo è ostacolato dalla sedazione o dalle lesioni associate. Gli organi più frequentemente interessati sono il fegato e la milza (più del 70% dei casi). Le lesioni retroperitoneali sono presenti nel 20% dei casi; la loro prognosi è grave quando hanno carattere emorragico. Le perforazioni degli organi cavi sono rare, ma di difficile diagnosi. L'esame per immagini di prima linea è l'ecografia. Grazie alla sua semplicità e alla sua affidabilità, non si ricorre più alla puntura-lavaggio del peritoneo di prima intenzione. Nei pazienti stabili, la tomodensitometria è l'esame di elezione per evidenziare con precisione le lesioni e guidare il trattamento. L'arteriografia deve essere presa in considerazione solo se la tecnica terapeutica di embolizzazione sia preferibile alla chirurgia, soprattutto negli ematomi epatici e retroperitoneali. Lo scopo della rianimazione è quello di mantenere le funzioni vitali senza ritardare l'intervento emostatico. Quest'ultimo costituisce l'obiettivo prioritario. L'orientamento generale dei pazienti è funzione dello stato emodinamico. I pazienti ipotesi malgrado il riempimento (categoria 1) sono operati immediatamente dopo l'ecografia alla ricerca di un emoperitoneo. Nei pazienti stabili ma dipendenti dalla replezione volemica (categoria 2), si può eseguire un'ecografia più raffinata, o anche un'arteriografia, soprattutto in caso di sospetta lesione retroperitoneale. I pazienti stabili (categoria 3) traggono soprattutto vantaggio da una tomografia per precisare l'orientamento. Tutti questi elementi suggeriscono un trattamento multidisciplinare in centri specializzati.



Parole chiave : contusione addominale, trauma addominale, trauma splenico, trauma epatico, ematoma retroperitoneale, rottura di visceri cavi, trauma pancreatico, ecografia, tomodensitometria emoperitoneo, shock emorragico

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