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Ipotermie accidentali

[24-116-A-10]  - Doi : 10.1016/S1286-9341(07)50520-X 

R. Briot a  , E. Menthonnex b, J. Brun a, D. Anglade a, P. Girardet a, C. Jacquot a

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Riassunto

Si definisce «ipotermia» una caduta della temperatura corporea al di sotto di 35°C. Questa diminuzione della temperatura si ripercuote su tutte le funzioni dell'organismo. Al di sotto di 32°C, il paziente corre un rischio di vita essenzialmente legato al pericolo di arresto circolatorio. La riduzione del metabolismo tissutale, che accompagna il raffreddamento dell'organismo, protegge il paziente dall'ipossia dovuta all'ipoventilazione e al rallentamento emodinamico. Questa protezione permette di sperare di rianimare senza sequele i pazienti ipotermici che hanno presentato un arresto cardiaco prolungato nel corso della loro gestione, perfino i soggetti ritrovati in stato di morte apparente. In un paziente con un'attività cardiaca conservata, viene applicata in un primo tempo una strategia di «minimo stress». Questa strategia di minimo stress accompagna il riscaldamento spontaneo mediante metodi poco invasivi (coperte ad aria pulsata, riscaldamento delle perfusioni e dell'aria inalata) ed è rivolta a evitare ogni atto terapeutico che rischi di provocare una fibrillazione ventricolare. Se il riscaldamento non è efficace (cioè  <1°C/h) è allora consigliata un'irrogazione peritoneale con soluzione fisiologica calda. In caso di arresto cardiaco, la circolazione extracorporea (CEC) con una incannulazione femorale è la metodica di assistenza circolatoria e di riscaldamento più adatta. Per aumentare il tasso di successo dei tentativi di CEC di riscaldamento, è necessario effettuare un triage a monte in aiuto agli algoritmi decisionali fondati su criteri obiettivi. Un paziente che ha una temperatura superiore a 32°C o una kaliemia superiore a 10 mmol/l non sarà proposto per la CEC. Sono in fase di valutazione dei trattamenti come il bretilio, tesi a prevenire la fibrillazione ventricolare, gli shunt vascolari femorali, che permettono di accelerare il riscaldamento spontaneo o, ancora, la CEC senza eparina, che mira a limitare il rischio emorragico.


Parole chiave : Ipotermia accidentale, Rianimazione, Lavaggio peritoneale, Arresto cardiaco, Circolazione extracorporea


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