Ipotensione ortostatica: meccanismi, eziologie e principi di trattamento - 06/02/23
Riassunto |
L'ipotensione ortostatica (IO) è definita come un calo di pressione arteriosa sistolica di 20 mmHg o diastolica di 10 mmHg, nel passaggio alla posizione eretta. L'IO è spesso associata all'ipertensione arteriosa (ITA) ed è inoltre un fattore indipendente di rischio cardiovascolare. L'arco baroriflesso, la rete venosa e il sistema renina-angiotensina sono i principali attori della regolazione. Le eziologie sono numerose, tuttavia l'approccio diagnostico si basa sul carattere simpaticotonico o meno dell'IO, che rende possibile la distinzione tra malattia che altera o meno il funzionamento del sistema simpatico. Alcune eziologie reversibili devono essere ricercate e in particolare la iatrogenia. Al contrario, le affezioni croniche come diabete o malattie neurodegenerative (Parkinson, atrofia multisistemica) sono spesso di diagnosi ovvia. Il trattamento associa l'educazione del paziente, le misure fisiche e i mezzi farmacologici di prima linea di cui fanno parte il fludrocortisone e la midodrina. I farmaci di seconda linea sono l'eritropoietina e gli analoghi dell'octreotide. Le difficoltà del trattamento risiedono nella frequenza degli effetti avversi, ma è la comparsa di un'ipertensione da sdraiati a essere il principale fattore limitante.
Le texte complet de cet article est disponible en PDF.Parole chiave : Ipotensione ortostatica, Rischio cardiovascolare, Simpaticotonica, Disautonomia, Fludrocortisone, Midodrina
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