Complicanze delle endoprotesi aortiche - 21/04/26
: Maître de conférence des Universités, praticien hospitalier, L. Dari : Praticien hospitalier, R. Chauvet : Praticien hospitalier, X. Bérard : Professeur des Universités, praticien hospitalier, E. Ducasse : Professeur des Universités, praticien hospitalierRiassunto |
La riparazione endovascolare di un aneurisma aortico (EVAR), inizialmente riservata ai pazienti ad alto rischio chirurgico, è ora proposta ai pazienti che presentano un'anatomia favorevole e una ragionevole aspettativa di vita. Tuttavia, questa tecnica non è priva di complicanze. Queste complicanze possono insorgere immediatamente o nel corso del tempo. I principali rischi identificati comprendono l'infarto del miocardio, l'accidente vascolare cerebrale (AVC), l'insufficienza renale, l'ischemia mesenterica e altri eventi gravi come l'ischemia midollare o periferica, che talvolta richiede un'amputazione. I pazienti trattati con EVAR hanno maggiori probabilità di sottoporsi a un intervento chirurgico ripetuto per complicanze rispetto a quelli trattati con chirurgia convenzionale. Un rigoroso follow-up postoperatorio è essenziale per individuare e trattare le complicanze tardive, come le endoperdite (flusso sanguigno persistente nella sacca aneurismatica) che possono portare alla rottura dell'aorta, le fratture dello stent, le plicature e altri problemi strutturali.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : EVAR (riparazione endovascolare dell'aneurisma aortico), Aneurisma dell'aorta addominale (AAA), Complicanze postoperatorie, Endoperdita, Instabilità di ramo
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