Chirurgia mini-invasiva dell'incontinenza urinaria femminile - 28/07/26
Riassunto |
La chirurgia dell'incontinenza urinaria riguarda una donna su dieci. È vero che si tratta di una patologia benigna, ma il suo impatto sulla qualità della vita può essere grave. Per l'incontinenza urinaria da sforzo, una rieducazione perineale, eventualmente associata alla riduzione di peso, è proposta come trattamento di prima intenzione. Si possono tentare anche dispositivi intravaginali (per esempio, il pessario con bottone). In caso di fallimento di queste terapie non invasive e di disagio importante per la donna, può essere proposto un intervento chirurgico. Le tecniche mini-invasive con bandelletta suburetrale e le iniezioni periuretrali di un agente di riempimento sono considerate attualmente le tecniche con il miglior rapporto beneficio/rischio. Per quanto riguarda l'incontinenza urinaria nel mitto imperioso (sindrome da iperattività vescicale), dopo il fallimento della riabilitazione, della neuromodulazione dello sciatico popliteo mediale e della terapia farmacologica, possono essere proposte iniezioni intradetrusoriali di tossina botulinica o una neuromodulazione sacrale (tecnica più invasiva). Questo articolo descrive queste diverse tecniche chirurgiche mini-invasive per il trattamento dell'incontinenza urinaria nelle donne e i principali risultati associati.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Bandelletta suburetrale, Via d'accesso retropubica, Via d'accesso transotturatoria, Incontinenza urinaria, Vescica iperattiva, Incontinenza urinaria da sforzo, Tossina botulinica, Agenti di riempimento
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