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Clostridium difficile : de O’Toole à 027 - 27/03/08

Doi : ANTI-12-2007-9-4-1294-5501-101019-200600842 

L. Dubreuil

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Clostridium difficile : de O’Toole à 027

Objectifs. Faire le bilan d’une épidémie nosocomiale du ribotype 027 de Clostridium difficile.Clostridium difficile a toujours été responsable autant de cas sporadiques que d’authentiques épidémies nosocomiales. Le métronidazole et la vancomycine sont depuis longtemps considérés comme les antibiotiques de référence. Le premier est préféré pour des raisons de coût et pour éviter la sélection d’entérocoques résistants à la vancomycine.

Épidémiologie. Récemment un clone ribotype 027 a été responsable d’épidémies au Canada et aux États-Unis. Le même clone est ensuite retrouvé en Angleterre, aux Pays-Bas, en Belgique puis dans le Nord de la France.

Questions posées. Ce clone pose de nombreuses questions : pourquoi est-il plus virulent, pourquoi diffuse-t-il aussi rapidement ? En absence de réponses claires, cette épidémie a pour avantage d’avoir remis la culture des souches à l’honneur afin de détecter ce clone grâce à son profil de sensibilité aux antibiotiques.

Clostridium difficile: from O’Toole to 027 ribotype

Objectives. Description of nosocomial epidemics of 027 ribotype of C. difficile. C. difficile has been implicated either in sporadic infections and nosocomial episodes of diarrheas. First line treatment includes metronidazole or vancomycin. The former is preferred for its lower cost and lack of selection of vancomycin-resistant Enterococcus.

Epidemiology. A new clone ribotype 027 was recently involved during several epidemics in Canada and USA. The same clone was isolated in England, Netherlands, Belgium and in the North of France.

Questions on particularities. This clone arises many questions about this more virulent strain and its great capacity to diffuse so rapidly. In absence of clear answers, the phenomenon emphasizes the need to isolate strains of C. difficile from stools to detect this clone by checking its particular antibiotic pattern.


Mots clés : Clostridium difficile , toxines , sensibilité aux antibiotiques , traitement , ribotype 027

Keywords: Clostridium difficile , toxins , antibiotic susceptibility , treatment , ribotype 027


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Vol 9 - N° 4

P. 268-273 - dicembre 2007 Ritorno al numero
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  • Introduction
  • E. Bergogne-Bérézin
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  • Infections à Clostridium difficile PCR-ribotype 027 (ICD) : épidémiologie et gestion des risques
  • K. Blanckaert, F. Barbut, A. Carbonne, I. Poujol, J.M. Thiolet, P. Astagneau, B. Coignard

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