Scoliosi idiopatica: evidenze scientifiche e implicazioni cliniche post-COVID - 17/06/26
Riassunto |
Dal 2019, anno della pubblicazione del precedente articolo, si sono registrati numerosi sviluppi nella gestione e nella ricerca relative alla problematica della scoliosi idiopatica. La pandemia di COVID-19 ha comportato ritardi diagnostici e terapeutici, rivelando l'interesse di approcci come la teleriabilitazione. Gli studi clinici hanno continuato a esplorare la complessa eziologia della scoliosi idiopatica, che include fattori genetici, biomeccanici, ormonali e ambientali e il ruolo delle cellule staminali mesenchimali. Si è registrato un rinnovato interesse scientifico nei confronti dell'efficacia dei trattamenti non chirurgici e dei fattori che influenzano il successo delle ortesi. Numerosi studi hanno quindi sottolineato il forte impatto psicosociale della diagnosi e del trattamento sugli adolescenti e sulle loro famiglie, il che rafforza la necessità di approcci incentrati sul paziente e sulla sua famiglia. L'uso sistematico di questionari potrebbe migliorare la comprensione di questi aspetti. In caso di intervento chirurgico, anche il ritorno allo sport è stato identificato come un aspetto sanitario importante per la qualità della vita e la salute generale. Infine, la scoliosi idiopatica a esordio precoce, sebbene rappresenti meno del 20% dei casi, richiede una vigilanza particolare a causa dell'elevato rischio di progressione, di ricorso più frequente alla chirurgia e di complicanze cardiopolmonari ed estetiche durature.
Parole chiave : Scoliosi idiopatica, Early-onset, Eziologia, Questionario, Teleriabilitazione
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