Ecografia transesofagea - 16/07/09
: Assistant chef de clinique, V. Collange b : Assistant chef de clinique, S. Duperret a : Praticien hospitalier, J.-J. Lehot c : Professeur des Universités, praticien hospitalier| pagine | 18 |
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Riassunto |
La gestione dei pazienti in anestesia-rianimazione si è trovata a lungo di fronte all'assenza di mezzi di diagnosi o di monitoraggio rapidamente accessibili. Sono poi comparsi mezzi invasivi, gravosi da mettere in opera e che avevano prestazioni limitate nelle situazioni complesse. Ai nostri giorni esistono strumenti poco o affatto invasivi che permettono, in particolare, di guidare in modo semplice il riempimento vascolare. Tra questi, la pratica dell'ecografia transesofagea (ETE) è oggi ben descritta. L'ETE è uno strumento affidabile per la diagnosi delle ipossiemie, dei sovraccarichi acuti del ventricolo destro e delle disfunzioni sistoliche e diastoliche del ventricolo sinistro e per il monitoraggio della pressione di riempimento. Nel periodo intraoperatorio della chirurgia cardiaca i dati dell'ETE aiutano l'ottimizzazione dell'atto chirurgico, in particolare nella chirurgia valvolare. L'ETE è attualmente un esame di pratica corrente, utilizzato sempre più ampiamente in condizioni urgenti e complesse, e diviene l'esame di riferimento al letto del malato in stato critico.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Ecocardiografia transesofagea, Doppler, Ultrasuoni, Emodinamica, Funzione sistolica, Funzione diastolica, Monitoraggio
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