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Lincosamides et streptogramines - 11/06/10

[8-004-F-10]  - Doi : 10.1016/S1166-8598(10)38394-3 
C. Daurel  : Assistante hospitalo-universitaire, R. Leclercq : Professeur des Universités, praticien hospitalier
Service de microbiologie, Centre hospitalier universitaire de Caen, avenue de la Côte de Nacre, 14033 Caen cedex, France 

Auteur correspondant.

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Résumé

Les lincosamides (lincomycine et clindamycine) et les streptogramines (pristinamycine et quinupristine-dalfopristine) sont des antibiotiques à spectre étroit. Ils se fixent sur le ribosome bactérien et inhibent en conséquence la synthèse protéique. La clindamycine administrable oralement et par voie intraveineuse est surtout utilisée pour son activité contre les anaérobies, les staphylocoques et les streptocoques β-hémolytiques. Elle constitue aussi une alternative en cas d'allergie aux pénicillines. Son utilisation est limitée par son effet indésirable principal, la survenue de colite pseudomembraneuse, et par le développement des résistances bactériennes. La pristinamycine s'administre per os. Son usage a été longtemps limité aux infections des parties molles à staphylocoques. Son activité antipneumococcique permet aussi son utilisation dans les pneumonies communautaires non sévères de l'adulte. Son activité contre les streptocoques β-hémolytiques est mise à profit dans le traitement des infections cutanées dues à ces germes. Les résistances aux streptogramines sont rares chez les staphylocoques et exceptionnelles chez les streptocoques. La quinupristine-dalfopristine est un dérivé injectable de la pristinamycine d'usage hospitalier, essentiellement dirigée contre les staphylocoques et Enterococcus faecium multirésistants, dont l'utilisation est limitée par la nécessité d'administration par une voie veineuse centrale.

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Mots clés : Clindamycine, Lincomycine, Pristinamycine, Quinupristine-dalfopristine, Anaérobies, Staphylocoques, Pneumocoques


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