Melanoma e linfonodo sentinella - 01/01/03
Alain Danino : Ancien interne des hôpitaux de Paris, chef de clinique-assistant
Marc Revol : Professeur des Universités
Jean-Marie Servant : Professeur des Universités, chef de service
Service de chirurgie plastique, reconstructrice et esthétique
Olivier Vérola : Praticien hospitalier
Service de pathologie
Céleste Lebbé : Praticien hospitalier, service de dermatologie du professeur Morel
Hôpital Saint-Louis, 1, avenue Claude-Vellefaux, 75475 Paris cedex 10 France
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Riassunto |
La procedura del linfonodo sentinella, nell'ambito del trattamento del melanoma, richiede una stretta collaborazione tra dermatologi, medici nucleari, chirurghi plastici e anatomopatologi. Il metodo scintigrafico è attualmente la tecnica di riferimento. La tecnica chirurgica richiede una curva di apprendimento. L'esame anatomopatologico si avvale dell'istologia standard, dell'immunoistochimica e talvolta della biologia molecolare. La ricerca del linfonodo sentinella ha un valore prognostico comprovato. La sua positività determina la realizzazione di una dissezione linfonodale il cui interesse terapeutico non è dimostrato. Essa permette di creare dei gruppi omogenei di pazienti al fine di includerli in alcuni protocolli terapeutici, sebbene nessuna terapia adiuvante abbia ancora realmente dimostrato la sua efficacia. Questa procedura non fa parte del trattamento standard e quindi, per il momento, deve essere eseguita solamente nell'ambito di studi clinici.
Parole chiave : melanoma, linfonodo sentinella, micrometastasi, dissezione linfonodale, immunistochimica del melanoma
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