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Sifilide dell'orecchio - 01/01/02

[20-240-A-10]
Michel Ballester : Interne des Hôpitaux
Jean-Yves Duclos : Chef de clinique-assistant des Hôpitaux, clinique universitaire ORL (Pr JP Bébéar)
Cécile Marie Bébéar : Assistant hospitalo-universitaire, laboratoire de bactériologie (Pr C Bébéar)
Vincent Darrouzet : Praticien hospitalier
Jean-Pierre Bébéar : Professeur des Universités, clinique universitaire ORL
Centre hospitalier Pellegrin, place Amélie-Raba-Léon, 33076 Bordeaux cedex France

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Articolo archiviato , inizialmente pubblicato nel trattato EMC : Otorinolaringoiatria

Riassunto

Malgrado esista un trattamento efficace, la sifilide è tuttora un problema rilevante di salute pubblica e fa parte delle quattro malattie sessualmente trasmissibili più diffuse al mondo, con un'incidenza di 12 milioni di nuovi casi ogni anno [27]. Stabile in Europa da una decina di anni, la sifilide può ricomparire, così come è successo tra il 1980 e il 1990 negli Stati Uniti, a causa del virus dell'HIV. Sebbene rare, le manifestazioni in otorinolaringoiatria non sono eccezionali: l'1% dei pazienti che si rivolgono al medico per vertigini o instabilità sarebbe affetto da sifilide dell'orecchio interno. Il danno otologico si manifesta 5-40 anni dopo l'infezione. Non esistono sintomi patognomonici e la diagnosi di sifilide cocleare e/o vestibolare, peraltro difficile, si basa sulla positività degli esami sierologici e sull'esclusione di altre patologie che potrebbero essere all'origine dei disturbi otologici. L'otosifilide rappresenterebbe il 6,5% delle ipoacusie sensoriali inspiegabili e si riscontrerebbe nel 6% dei pazienti affetti dalla malattia di Ménière. L'esame sierologico per la sifilide, quindi, dovrebbe essere effettuato in presenza di qualsiasi ipoacusia sensoriale o affezione cocleovestibolare, soprattutto se monolaterale e fluttuante. L'efficacia del trattamento dell'otosifilide, che comprende una terapia penicillinica e una terapia cortisonica, è controversa, in quanto alcuni pazienti non sottoposti a trattamento non presentano sintomi, mentre altri non rispondono a un trattamento condotto correttamente. Complessivamente, la prognosi funzionale rimane mediocre: si ottiene una risposta positiva al trattamento nel 15-58% dei casi. Nel 1998 è stata resa nota la sequenza genetica del batterio responsabile, il Treponema pallidum, e questa scoperta lascia presagire nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche.



Parole chiave : sifilide, ipoacusia neurosensoriale, vertigine

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