Anestesia e rianimazione per gli interventi chirurgici, endoscopici e di radiologia interventistica sulle vie biliari - 01/01/06
: Professeur des Universités, praticien hospitalier| pagine | 10 |
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Riassunto |
La chirurgia delle vie biliari risponde alle stesse regole di anestesia e di rianimazione della chirurgia addominale. Gli atti operatori sulle vie biliari presentano invece delle specificità, legati come sono da una parte alle tecniche di laparoscopia, di endoscopia e di radiologia interventistica e, dall'altra, al contesto clinico di pazienti spesso anziani o portatori di patologie concomitanti. La litiasi biliare (non complicata ma sintomatica, o complicata) e i tumori (maligni o benigni) rappresentano i due grandi gruppi di indicazioni operatorie. In fase preoperatoria, l'ittero, che indica un tasso anormalmente elevato di bilirubina nel sangue, costituisce un fattore di rischio di complicanze: incidenza più elevata di insufficienza renale postoperatoria, ma anche di sepsi, di emorragie, di disfunzioni epatiche e rischio di aumento della mortalità dell'ordine del 16%. La gestione preoperatoria è essenziale e ha lo scopo di correggere l'ipovolemia, i disturbi della coagulazione e le alterazioni metaboliche in modo da prevenire, in particolare, l'insufficienza renale postoperatoria. La scelta dei prodotti di anestesia deve tener conto delle interazioni farmacocinetiche: le benzodiazepine sono da evitare in premedicazione, il propofol e l'etomidato sono tuttora gli agenti di induzione da privilegiare e i morfinici devono essere maneggiati con precauzione in caso di insufficienza epatica o renale (accumulo). I curari non metabolizzati per via epatobiliare (atracurium, cisatracurium) devono essere utilizzati come prima scelta con un monitoraggio adeguato. La profilassi antibiotica, indispensabile in questa chirurgia di classe 1 e 2 di Altemeier è indirizzata essenzialmente su enterobatteri (Escherichia coli) e stafilococchi. L'attualizzazione nel 1999 delle raccomandazioni del 1992 per la pratica della profilassi in chirurgia propone, per la chirurgia biliare, la cefazolina (2 g), in unica somministrazione all'induzione, con reinfusione di 1 g se l'intervento supera le 4 ore. La fase postoperatoria può essere costellata di complicanze: pancreatite acuta, ittero postoperatorio di origine chirurgica da ostacolo sulle vie biliari extraepatiche o colestasi intraepatica, lesioni della via biliare o deiscenza di sutura (a cui bisogna sistematicamente pensare in caso di ipertermia precoce con sindrome peritoneale). Le nuove tecniche di endoscopia come la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (CPRE) e la radiologia interventistica permettono un accesso non chirurgico e sono rivolte particolarmente a pazienti anziani o fragili. Eseguite sotto anestesia generale, le condizioni di sicurezza richieste sono le stesse di qualsiasi intervento chirurgico, specialmente in materia di sorveglianza postoperatoria.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Vie biliari, Litiasi biliare, Colangiopancreatografia retrograda endoscopica (CPRE), Colecistite, Colangite
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