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Ocronosis - 03/11/11

[14-312]  - Doi : 10.1016/S1286-935X(11)60484-X 
H.-K. Ea a, , H. Riera Parilli b, P. Richette a
a Université Paris 7 Denis Diderot, Hôpital Lariboisière, Pôle appareil locomoteur, Fédération de rhumatologie, Centre Viggo Petersen, 2, rue Ambroise-Paré, 75010 Paris, France 
b Unidad de reumatología, Hospital IAHULA, Universidad de Los Andes, Mérida, Venezuela 

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Riassunto

El estudio de la ocronosis dio origen al concepto de enfermedad congénita del metabolismo. Esta enzimopatía se caracteriza por un déficit funcional de la oxidasa del ácido homogentísico (HGO) y la consiguiente acumulación de dicho ácido, producto intermedio del metabolismo de dos aminoácidos: la fenilalanina y la tirosina. Al oxidarse, el ácido homogentísico confiere a la orina una coloración negruzca y un tinte gris azulado y ocre a diversos tejidos. Se trata de una enfermedad autosómica recesiva. El gen HGO humano, que ya está completamente secuenciado, se encuentra en la porción 3q23-3q21. Se han identificado más de 70 mutaciones que inducen la producción de una proteína no funcional. La enfermedad evoluciona en tres fases y las lesiones tisulares ocronóticas sólo aparecen en la tercera o cuarta década. Las artropatías ocronóticas afectan en primer lugar a la columna vertebral lumbar, luego se extienden a las grandes articulaciones periféricas y comprometen (en orden de frecuencia decreciente) a rodillas, hombros y caderas. Las lesiones articulares se asemejan a las de la artrosis, pero en la columna vertebral son bastante características, con calcificaciones discales extensas que alcanzan su máxima intensidad a nivel lumbar y discopatías escalonadas que pueden llegar hasta la fusión vertebral. Los tendones ocronóticos, engrosados y frágiles, pueden romperse espontáneamente. Se debe buscar el posible compromiso de los sistemas cardiovascular y renal. Hasta ahora el tratamiento de las artropatías ocronóticas era sólo sintomático. La nitisinona podría disminuir la acumulación del ácido homogentísico, pero su uso está asociado a un aumento de la tirosinemia y a un riesgo ocular considerable. Aún no se ha demostrado que resulte eficaz para prevenir las lesiones ocronóticas.

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Palabras Clave : Alcaptonuria, Ocronosis, Ácido homogentísico, Calcificación, Artrosis, Nitisinona


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