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Personnalité antisociale - 22/06/12

[37-490-G-10]  - Doi : 10.1016/S0246-1072(12)60008-X 
M. Bénézech a,  : Chef de service et expert judiciaire honoraires, conseiller scientifique de la Gendarmerie nationale française, P. Le Bihan b, c : Praticien hospitalier, chargé d'enseignement de criminologie clinique
a 266, rue Judaïque, 33000 Bordeaux, France 
b Pôle unité pour malades difficiles, Centre hospitalier, 89, rue Cazeaux-Cazalet, 33410 Cadillac, France 
c Université Montesquieu-Bordeaux 4, avenue Léon-Duguit, 33608 Pessac cedex, France 

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Riassunto

La personnalité antisociale est un trouble relativement fréquent dans la population générale masculine, mais sa prévalence est surtout élevée dans les populations de toxicomanes, délinquants incarcérés et violeurs. Cette pathologie de la personnalité, qui se caractérise par un mépris et une transgression chroniques des droits et de la personne d'autrui, trouve son expression la plus sévère dans le tableau clinique de la psychopathie. Cet article passe en revue les classifications et définitions, les données épidémiologiques, les formes symptomatiques, les relations interpersonnelles, les diagnostics positif et différentiel, les comorbidités et troubles associés, les modèles étiopathogéniques et psychopathologiques, l'évaluation, les perspectives thérapeutiques. Le pronostic de ce trouble, longtemps considéré comme très réservé, semblerait maintenant plus favorable grâce à une stratégie thérapeutique de longue durée, structurée et complète, associant psychothérapie, cognitivocomportementalisme et psychotropes. La prévention passe en particulier par la prise en charge du trouble des conduites dans l'enfance.

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Mots-clés : Comorbidité, Criminalité, Étiopathogénie, Personnalité antisociale, Personnalité dyssociale, Pharmacologie, Psychopathie, Psychothérapie


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