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Le syndrome de Sneddon - 08/02/13

Doi : 10.1016/j.lpm.2012.04.007 
Jalal El Benaye 11, Yahya Hsaini 2, 1, , Thierry Zoobo 1, Mohssine Ghfir 1, Ahmed Bourazza 2, Omar Sedrati 1
1 Hôpital militaire d’instruction Med V, service de dermatologie, Rabat, Maroc 
2 Hôpital militaire d’instruction Med V, service de neurologie, Rabat, Maroc 

Yahya Hsaini, hôpital militaire d’instruction Med V, service de neurologie, Hay Riad, Rabat 10100, Maroc.

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Key points

Sneddon’s syndrome is still raising some nosological and etiopathogenic questions.

The occurrence of ischemic stroke in young adults especially in the presence of livedo racemosa should suggest the diagnosis and encourage to perform a skin biopsy, which could strengthen the diagnosis.

Management begins with prevention of vascular risk factors and treatments based primarily on anti-thrombotic.

Large series of studies over several years could provide clarification of the etiopathogenesis of this syndrome and pave the way for the development of diagnostic criteria and new effective therapies in order to prevent progression to irreversible cognitive impairment.

Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.

Points essentiels

Le syndrome de Sneddon suscite encore des questions étiopathogéniques et nosologiques.

La survenue d’un accident vasculaire cérébral (AVC) ischémique chez le sujet jeune surtout en présence d’un livedo racemosa doit faire évoquer le diagnostic et doit inciter à pratiquer une biopsie cutanée. Cette biopsie permettrait de consolider le diagnostic.

La prise en charge passe d’abord par la prévention des facteurs de risque et repose surtout sur les traitements antithrombotiques.

Des études de grandes séries menées sur plusieurs années pourraient apporter des éclaircissements quant à l’étiopathogénie de ce syndrome et permettrait l’élaboration de critères diagnostiques.

Ainsi, de nouveaux traitements pourraient voir le jour et éviteraient l’évolution vers des troubles cognitifs irréversibles.

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