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Hypercalciuries - 01/01/00

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Pierre Bataille : Chef du service de néphrologie
Centre hospitalier, allée Jacques-Monod, 62321  Boulogne-sur-Mer  France
Patrice Fardellone : Professeur des Universités, chef du service de rhumatologie
Centre hospitalier universitaire, hôpital Nord, 1 place Victor-Pauchet, 80054  Amiens cedex 1 France
Adberrahmane Ghazali : Praticien attaché contractuel
Jean-Michel Achard : Professeur des Universités, praticien hospitalo-universitaire
André Fournier : Professeur des Universités
Service de néphrologie, centre hospitalier universitaire, hôpital Sud, 80054  Amiens cedex 1 France

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Riassunto

L'hypercalciurie est une anomalie métabolique fréquente, primitive ou secondaire à une autre pathologie. Les causes secondaires sont représentées par les tubulopathies et les maladies hypercalcémiantes, bénignes ou malignes. L'hypercalciurie idiopathique (HI) ne s'accompagne pas d'hypercalcémie et est de transmission peut-être familiale, probablement autosomique dominante, sans que le gène responsable soit encore identifié. L'HI est liée soit à une hyperabsorption intestinale de calcium, soit à une origine rénale.

La distinction entre les différents types est faite sur la mesure de la calciurie et de la sécrétion de parathormone (PTH) au cours de différents régimes calciques. Chez les patients atteints d'une HI, la baisse de la densité minérale osseuse est observée quel que soit le site de mesure. Le traitement des hypercalciuries secondaires repose sur celui de leur cause. Celui des HI sur la normalisation des apports en calcium et autres nutriments et, quand cela n'est pas suffisant, sur les diurétiques thiazidiques qui augmentent la réabsorption tubulaire de calcium et réduisent le risque de lithiase calcique.

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  • Thomas Bardin, Christophe Nich, Mélodie Leblois, Véronique Halbert

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