Blocchi della parete addominale - 21/12/06
, P. Niccolai a, M. Bouregba a, M. Raucoules-Aime b| pagine | 7 |
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Riassunto |
Le tecniche di infiltrazione della parete addominale rientrano nel quadro della gestione multimodale del dolore postoperatorio. Combinate a tecniche chirurgiche mini-invasive, agevolano la convalescenza e limitano la cronicizzazione dei dolori. La sicurezza in materia di somministrazione degli anestetici locali passa attraverso la conoscenza dei loro effetti secondari, in particolare di quelli tossici, e un grande rigore nella loro esecuzione. La quantità di anestetico locale somministrata sarà adattata al peso, evitando dosi cumulative vicine alle dosi tossiche (reinfusioni o procedura anestesiologica a livello di vari siti). È raccomandato l'uso di aghi a smussatura breve. Tutti questi blocchi sono dei blocchi sensitivi comunemente denominati infiltrazioni, non accessibili alla neurostimolazione. Tipicamente, un'iniezione unica nell'immediato preoperatorio procura un'eccellente analgesia postoperatoria di varie ore. È possibile posizionare un catetere muscolo-sottoaponeurotico per prolungare l'analgesia di parecchi giorni.
Il testo completo di questo articolo è disponibile in PDF.Parole chiave : Infiltrazioni parietali, Blocco della parete addominale, Blocco paraombelicale, Blocco ilio-inguinale, Blocco ilioipogastrico
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